Torino, Repressione: Tutti i compagni e le compagne in carcere

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Apprendiamo che tutte le compagne e i compagni sottoposti a misure cautelari ai domiciliari e in carcere in seguito alla recente ondata repressiva e agli ammutinamenti verso i divieti di dimora sono tutti liberi e senza restrizioni.

Segue da macerie
E’ arrivata la notizia che il Tribunale del Riesame ha annullato seduta stante l’ordinanza del 29 novembree I conseguenti aggravamenti di misura cautelare.
I compagni stanno uscendo dagli arresti domiciliari e a breve anche gli incarcerati saranno fuori dalle Vallette.
Non vediamo l’ora di riabbracciarli tutti ma non dimentichiamo niente.
Presto daremo aggiornamento più corposo della vicenda.

macerie @ Dicembre 16, 2016

maggiori informazioni:

LA MISURA E’ COLMA!

Ancora una volta si è palesata l’infamia di polizia e giudici torinesi.
Questa volta sono in quattro a finire in carcere, mentre ad altri ed altre nove vengono notificati altrettanti divieti di dimora. Dall’accanimento repressivo in Val Susa, ai continui arresti o misure cautelari di vario tipo, tese a fermare i compagni e le compagne che si sono spese generosamente in lotte come quella agli sfratti o contro il CIE, la magistratura e la digos torinese si continuano a distinguere. Non solo a Torino, ma in tutta Italia, infatti anche la recente operazione “Scripta Manent”, che ha portato in carcere 8 anarchici e anarchiche, è stata coordinata dalla Procura torinese. Palese è sia un accanimento specifico, volto a spezzare una realtà che ha dato prova di saper lottare in modo lucido ed efficace, sia un carattere sperimentale nei tentativi repressivi. Lo stillicidio continuo di cautelari “blande” (che comunque non lo sono di fatto), come divieti e obblighi di dimora, da un lato ha tentato di mettere in difficoltà, dall’altro, però, ha fatto emergere una volontà di rifiuto da parte dei compagni e delle compagne, stufi di incassare, di rispettare i dettami questurini: le tensioni sono troppo intense e i legami col territorio troppo forti per anche solo prendersi una pausa o allontanarsi di qualche chilometro. Ad essere minata alla base è la possibilità stessa di portar avanti alcune pratiche, anche le più semplici, indispensabili in qualsiasi percorso che voglia combattere i programmi di governanti e padroni. L’esempio torinese ha dato la forza anche in altre città per provare a violare queste misure. Non arretrare di un passo vuol dire esporsi e mettere in conto repressioni più acute, ma con coraggio portare avanti le proprie lotte, senza compromessi. Costringendo il Potere a smascherarsi. I “nove banditi” hanno preannunciato che non rispetteranno l’ordine della Procura, mentre la solidarietà agli arrestati e all’arrestata è già stata forte. La solidarietà è un arma se diventa anche complicità e, allora oltre al sostegno che possiamo dare da lontano, agiamo nei nostri territori, raccogliamo quell’esempio che ha portato a violare divieti e arresti domiciliari nei casi di repressione maggiore, semplici fogli di via in altri casi.  Trasformiamolo in rabbia contro chi tenta di arrestare le lotte, in solidarietà verso chi lotta Complici e solidali ai torinesi, viaggeremo sempre in direzione ostinata e contraria!

f.i.p. Via la sbirraglia dalle città 666

STRISCIONI SOLIDALI A MILANO

In solidarietà ai compagni e alle compagne di Torino che ieri, martedì 29 novembre, hanno subito l’ennesima operazione repressiva.
A Milano, nella notte, sono comparsi degli striscioni: “Divieti di dimora, ricatti, sfratti non fermeranno le lotte”, “Complici e solidali con chi resiste”, “Silvia, Antonio, Stefano, Daniele liberi”.
Siamo al vostro fianco!
SILVIA, ANTONIO, STEFANO E DANIELE LIBERI!
TUTTI LIBERI DAL CARCERE E DALLE MISURE CAUTELARI!

COMUNICATO SOLIDALE DA CAGLIARI
Alle 6 del mattino di oggi 29 novembre, i soliti infami in divisa sfondano la porta dell’asilo occupato, e con i loro soliti imbrogli riescono ad entrare anche nell’occupazione di Corso Giulio 144, oltre che in varie case di compagni e compagne torinesi. Non è certo la prima volta che i compagni impegnati nella lotta agli sfratti nel capoluogo piemontese vengono colpiti da un operazione repressiva come questa: quest’oggi sono stati 13 i fermi, di cui 4 tramutati in arresto e 9 in divieti di dimora, misura a cui la magistratura di Torino negli ultimi tempi si è parecchio affezionata  Il mandante dell’operazione è il PM Padalino, noto infame, mentre la firmataria è la GIP Bianco, incattiviti per il “fattaccio” contestato ai compagni. Si tratta di un picchetto antisfratto del 2 maggio in via Baltea nel quartiere di Barriera di milano (http://www.autistici.org/macerie/?p=32008), i capi d’imputazione sembrano essere resistenza a pubblico ufficiale e porto d’armi improprie. Questa operazione come tutte le altre nei confronti dei ribelli Torinesi, vuole ancora una volta allontanare, disgregare e annientare le lotte portate avanti nel territorio, eliminare chi è attivo in questi campi, terrorizzare chi ancora non lo è, rendere più semplice il lavoro dei vari strozzini del capitale e padroni di una città che sempre di più punta a una riqualificazione delle zone periferiche provando a spazzare via con ogni mezzo chi gli si mette contro.
La miglior risposta sono le lotte e la solidarietà. Per questo noi come complici e solidali, stiamo e staremo vicini ai nostri amici e compagni colpiti dai vari divieti e arresti.

Tutti/e liberi/e.

Compagni e compagne di Cagliari
29/11/2016

via informa-azione.info